OldHospital_1Un evento epocale sta per accadere nella nostra città: l’antico Ospedale del Ceppo cesserà di essere il centro di erogazione dell’assistenza sanitaria, non si sa per divenire cosa ma certo non sarà più ciò che è stato. Dal 1277 questa struttura ha curato, accolto e accompagnato migliaia di persone, crescendo con la città anche fisicamente, ne è stato il polo nevralgico e il punto di riferimento oltre che un’importante e peculiare opera artistica con il famoso loggiato, le strutture antiche ed la recente apertura dei sotterranei. Se per tutti noi il Ceppo ha rappresentato qualcosa, per me, che da anni vi lavoro come infermiera,  esso assume un’importanza maggiore e diventa una fonte di riflessione. Quanti di noi sono nati qui, quanti sono stati curati e quanti accompagnati all’estremo traguardo? Fra queste mura sono rimasti molti dei nostri dolori e delle nostre gioie e speranze e ricordarlo e celebrarlo assume un’importanza vitale poiché é parte di noi, della nostra storia. Il nuovo ospedale, così lontano dal cuore della città, così tecnologicamente avanzato, moderno e funzionale, non potrà mai competere con il vecchio ospedale in quanto a ricordi, arte e storia e spero che questo non venga dimenticato da chi può decidere il destino del Ceppo. Ogni nuovo viaggio che si intraprende porta in sé entusiasmo e curiosità per la destinazione sconosciuta ma sapere da dove si parte è condizione indispensabile per andare e trovare se stessi attraverso il viaggio, perché siamo diretti sempre verso casa, come ci dice Novalis.

                                                                  Caterina Brancatisano

OldHospital_2Dopo la voce e il saluto di un’infermiera attualmente in servizio all’Ospedale del Ceppo, anche la voce della Biblioteca Medica “M. Romagnoli” che per lunghi anni ha visto, sentito e ascoltato tante storie e ha accolto fra le sue antiche mura centinaia di utenti fra medici, cittadini, operatori e molti studenti che ancora oggi rimpiangono l’utile servizio che a loro offriva l’Istituzione. Un saluto commosso anche da parte di quei soggetti svantaggiati, che grazie al loro lavoro, svolto all’interno della stessa biblioteca si sono recuperati e si sono potuti reinserire nella società. Ricordi, saluti e la speranza che la Biblioteca medica, ora in ristrutturazione, possa poi riprendere il suo spazio e la sua vita, anche per onorare la memoria del fondatore il prof. Mario Romagnoli e in futuro possa far parte, assieme all’Accademia medica “F. Pacini”, al materiale dell’ex-Convento delle Suore e all’Anfiteatro Anatomico dell’Antica Scuola Medica Pistoiese, di un Museo della Storia della Medicina, una realizzazione importante che, oltre ad aumentare il valore storico dell’Ospedale del Ceppo, apporterebbe un lustro particolare alla città di Pistoia.

 Lalla Calderoni

Pistoia, 8 Luglio 2013