Presentazione del libro “Testimonianze della II Guerra Mondiale”

Grande partecipazione e commozione alla Saletta della cultura per la presentazione del libro “Testimonianze della II Guerra Mondiale”

Il giorno 26 gennaio alle ore 17, come previsto dal programma in occasione della “Giornata della Memoria”, si è svolta la presentazione del volumetto “Testimonianze della seconda guerra mondiale”, raccolte dagli alunni della III A, III C, III D dell’anno scolastico 2011/2012 della Scuola Media Angelo Roncalli di Pistoia.

Per la componente ragazzi, erano presenti, insieme a parenti ed amici: Virginia Borri, Isaia Vannini, Leonardo Ferrali, Federico Pelliccioni, Matteo Dami, Alice Priami e Francesco Breschi (III A), Silvia Venturi (III C) e Federico Di Pietro (III D).

Erano presenti in gran numero coloro che avevano rilasciato la propria testimonianza, accompagnati da familiari ed amici, tutti visibilmente commossi.

Ha introdotto la presentazione la signora Cristina Bacci, che ha salutato e ringraziato tutti a nome dell’Amministrazione comunale, spiegando il motivo per cui la presentazione di quel libro fosse stata inserita nel programma degli eventi previsti.

Ha preso, poi, la parola il dirigente dell’Istituto comprensivo Roncalli – Galilei, dott. Maurizio Monti, il quale si è complimentato con i ragazzi e gli insegnanti per la lodevole iniziativa.

Successivamente, è intervenuto il prof Fabio Giannelli dell’Istituto Storico della Resistenza, il quale, dopo aver ringraziato il dirigente Monti per avergli concesso l’opportunità di andare nelle classi interessate a svolgere lezioni di storia, ha accennato al fatto che ancora oggi, purtroppo, nel mondo ci sono situazioni tragiche come quelle di cui si parla negli incontri dedicati alla Giornata della Memoria.

È quindi intervenuta la prof.ssa Maria Lorello, curatrice del libro, che ha concluso il suo intervento (di cui un estratto è sotto riportato) invitando ragazzi e adulti a prendere la parola.

Gli studenti si sono avvicendati nella lettura di alcuni passi del libro, con evidente trasporto.

Infine ha concluso la serata il signor Roberto Rabuzzi, una delle persone intervistate, aggiungendo altri momenti significativi della propria esperienza, oltre a quelli riportati nel testo, raccontando ai presenti particolari sulle razzie dei Tedeschi in ritirata, sulle nottate interminabili quando si sentivano gli aeroplani che passavano bassi, di quando ha trascorso la notte in un campo di grano, di quando hanno trovato una bomba inesplosa vicino a casa, di quando vedeva passare i treni coi deportati che chiedevano acqua e lui non poteva fare nulla per aiutarli…

Con il suo intervento è stato possibile constatare “dal vivo” quanto intenso sia ancora oggi il ricordo di quegli avvenimenti e le sue parole piene di commozione hanno emozionato tutti.

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Viene qui riportato uno stralcio del discorso della prof.ssa Maria Lorello:
Present 3“Buonasera a tutti e un grazie commosso per la vostra presenza. Prima di parlarvi un po’ del libro, voglio ringraziare l’Assessorato alla Cultura che ci ha dato la possibilità di essere qui stasera, inserendoci nel programma delle manifestazioni che si tengono nel nostro Comune in occasione della Giornata della Memoria. Infatti, anche questo libretto, nel nostro piccolo, può contribuire a tenera viva la memoria del nostro recente e doloroso passato, come è spiegato molto bene nell’ introduzione, scritta, a nome dei compagni, da Alice Priami, un’alunna di III A dell’anno scorso.
Leggo qualche frase, appunto: “I testimoni, che rinnovano il loro dolore ogni volta che raccontano l’esperienza della guerra, sono il modo più diretto ed efficace per non far dimenticare le coscienze e, quando loro non ci saranno più, sarà compito nostro continuare a tener viva la memoria perché l’orrore non si ripeta, perché l’orrore non sia stato inutile, perché nessuno osi mettere in dubbio ciò che è avvenuto”.
Vi leggo anche il finale della sua introduzione, perché è bellissimo: “Passeggiando per le strade della nostra città, da ora in avanti, quando vedremo una lapide commemorativa di quei fatti a cui hanno fatto riferimento i nostri nonni intervistati, non potremo fare a meno di pensare a quelle persone che hanno combattuto per noi, anche a rischio della propria vita: se oggi viviamo in una nazione libera e democratica, dobbiamo ringraziare loro”.
Ringrazio ovviamente l’Istituto storico della Resistenza, in particolare il professor Giannelli e l’on Roberto Barontini. L’Istituto l’aveva fatto stampare a giugno dell’anno scorso e ora per quest’occasione, l’ha fatto ristampare, dal momento che le copie fatte a giugno erano subito tutte esaurite…beh, come succede ai bestsellers…!
Devo ringraziarli perché, stampandolo, è stato valorizzato ancora di più questo nostro lavoro (due copie del quale sono state depositate in Forteguerriana e alla San Giorgio). L’Istituto l’ha fatto ristampare con l’aggiunta di una mia riflessione sul valore della storia raccontata e una prefazione del dott. Barontini.
Ringrazio anche l’Associazione ‘9Cento, di cui mi onoro di far parte, la quale ha contribuito a far conoscere ulteriormente questo nostro lavoro, pubblicandolo sul proprio sito. A chi non la conosce, permettetemi di dire due parole su quest’associazione che si chiama appunto ‘9cento perché si prefigge (cito le parole precise del suo statuto) lo scopo di “Recuperare, analizzare e tramandare la memoria storica di eventi, temi e aspetti vari della società e della cultura del secolo scorso”.
Infine, ma non in ordine d’importanza, anzi direi in primis, voglio ringraziare tutte le persone intervistate e tutti gli alunni, perché sono loro i veri protagonisti di questa presentazione di stasera, sono loro gli artefici di questo libretto: senza quelle persone che si sono mostrate ben disposte a raccontare le proprie esperienze dolorose e senza i ragazzi che le hanno raccolte, questo libro non avrebbe avuto vita!
Ora, vi racconto in breve come quando e perché è nato questo libro.
Nel mese di marzo dell’anno scorso ho proposto ai miei alunni, dopo che avevano studiato la seconda guerra mondiale, di intervistare persone molto anziane (nonni, bisnonni, vicini di casa, ecc.) alla ricerca di testimonianze dirette, dicendo che si trattava di un periodo storico non troppo lontano nel tempo e che quindi, avremmo potuto avere l’occasione di sentir parlare dell’argomento studiato dalla viva voce dei protagonisti, contrariamente a tutta la storia studiata in precedenza.
Ho aggiunto che poi avremmo riportato le interviste sul sito della scuola, affinché fossero condivise con un numero più ampio possibile di persone.
Inizialmente soltanto pochissimi mi hanno portato il compito. Confesso di essermi arrabbiata con loro, ma soprattutto di essere rimasta delusa e perciò ho detto che avrei corretto il lavoro di quei pochi che l’avevano fatto e che la cosa finiva lì, senza la pubblicazione sul sito.
Quando sono tornata a casa, però, dopo aver letto le interviste, ho cambiato idea (come dice Oscar Wilde, “Soltanto i cretini non cambiano mai idea”!) e il giorno dopo ho annunciato che era giusto far conoscere quel lavoro, anche se si trattava di poche cose; ho ribadito che era grande il valore di quelle testimonianze, anche se erano poche, purtroppo
Ho aggiunto che non volevo che rimanessero solamente un compito scolastico, perché desideravo che tanta gente, vedendole sul nostro sito, avesse l’opportunità di leggerle.
Quindi, ho rilanciato la richiesta. Per un po’ di giorni la mia proposta sembrava inascoltata e invece…!
Present 2All’improvviso le interviste sono diventate numerose e anche sempre più interessanti e coinvolgenti. Io non so che cosa sia successo, penso che i ragazzi fossero stati convinti non tanto dalle mie parole, (che, come purtroppo spesso succede per le cose dette dai prof, erano cadute nel vuoto!), ma da quelle dei compagni e che si fossero, per così dire, contagiati l’un l’altro, perché in quel modo capivano veramente cosa volessero dire fame, dolore, bombardamento…che è poi il motivo principale per cui è nato questo libretto, cioè entrare nella storia, entrarci emotivamente. Molti ragazzi hanno riferito che le persone intervistate, mentre raccontavano, si commuovevano. Questo fatto li ha persuasi ancora di più del fatto che la storia “raccontata” dalla viva voce dei protagonisti era qualcosa di prezioso, dunque da trascrivere, dunque da far conoscere anche agli altri. Al “contagio” non sono sfuggita neanche io e, infatti, mi sono rivolta a una signora che è la mamma di una mia vicina di casa e le ho chiesto di parlarmi della sua esperienza; ho potuto così provare le stesse emozioni che avevano provato i mei alunni e devo dire che non dimenticherò mai il suo sguardo, le pause, i sospiri, il tono della voce, mentre rievocava quegli avvenimenti.
Visto il successo ottenuto coi miei ragazzi della III A, ho esteso la proposta ai colleghi delle altre classi e così la raccolta è diventata ancora più ampia, con il contributo delle testimonianze raccolte dai ragazzi di III C e III D. Così abbiamo accolto con entusiasmo la proposta fattaci dal professor Fabio Giannelli dell’Istituto storico della Resistenza di farne un vero e proprio libretto, oltre che qualcosa da pubblicare sul sito della scuola, anzi ci sembrava ancora meglio perché il libretto è tangibile, mentre la pubblicazione on line è qualcosa di diverso.
Passiamo ora al perché di questo libro, il motivo principale l’ho già detto prima, cioè per così dire “entrare” nella storia.
Ho cercato di far capire che lo studio della storia non è solamente un lungo elenco di date di avvenimenti (ci vuole anche quello!), ma è soprattutto comprendere il passato, immedesimarsi in coloro che ci hanno preceduto, rivivere i loro stati d’animo, le loro paure o speranze, per trarne moniti o suggerimenti.
Ecco perché ho fatto fare questa raccolta di interviste e, per argomenti di storia lontani nel tempo e per i quali, quindi, non è possibile un incontro “diretto”, per i quali, cioè, non è possibile ascoltare la voce dei protagonisti, cerco di abbinare allo studio della storia quello della letteratura.Per esempio, non c’è nessuno storico che possa farci capire la vita di trincea meglio di come fanno Remarque in “Niente di nuovo sul fronte occidentale” o di Emilio Lussu in “Un anno sull’altopiano” o di Ungaretti nelle sue poesie.
Però, non solo lo studio della letteratura può contribuire a far riflettere e a far capire meglio quello che in generale si studia a scuola e la storia in particolare, ma anche le cosiddette visite didattiche, cioè le gite.
Present 1Ebbene, a fine maggio dell’anno scorso, e lo dico con orgoglio, abbiamo, in un certo senso completato lo spirito guida di questo libretto, andando in visita al Consiglio d’ Europa con sede a Strasburgo e alla linea Maginot. In entrambe le occasioni abbiamo toccato con mano il significato di Unione Europea e pensato con tristezza e rammarico a tutte quelle persone decedute nel terribile conflitto che sconvolse l’Europa a metà del secolo scorso, conflitto di cui ci avevano parlato le persone intervistate. Quella gita resterà per sempre nel cuore dei ragazzi, non solo per il lato piacevole che hanno tutte le gite, ma perché ci ha permesso di fare un raffronto fra che cos’era l’ Europa del periodo studiato e narrato in questo nostro libretto e cosa è invece oggi: un luogo dove, quando ci sono le questioni da risolvere, si ragiona con la potenza di un Parlamento e non con quella delle armi.
Ora concludo e scusate se mi sono dilungata un po’, rinnovo i miei ringraziamenti a tutti voi, saluto il dirigente Maurizio Monti dell’Istituto Comprensivo Roncalli Galilei e lo ringrazio per le sue parole di lode nei confronti di questa iniziativa.
Ora permettetemi di salutare in modo particolare questi ragazzi che stasera hanno rinunciato alle giratine in centro o alle partite di calcio e affini per essere qui a rievocare e ricordare una cosa che hanno fatto a scuola l’anno scorso e auguro loro un futuro scolastico altrettanto bello e significativo, come hanno vissuto alla scuola media Roncalli.
Ancora grazie a tutti per la vostra presenza!
Rammento a chi fosse interessato ad avere una copia del libro, di contattare l’Istituto storico della Resistenza oppure me tramite la scuola Roncalli, dal momento che anche stasera, come a giugno dell’anno scorso, le copie si sono esaurite subito: il Comune o lo stesso Istituto della Resistenza, provvederanno a una ulteriore ristampa.
Ora, passo la parola ai ragazzi, invitandoli a dire qualcosa, se vogliono, e a leggere qualche passo del libro; ovviamente, se vogliono, passo la parola anche alle persone che in questo libro sono state intervistate.”

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