Un lungo viaggio nell’abbandono (a Forte dei Marmi)

Seconda tappa di “Un lungo viaggio nell’abbandono“, la mostra fotografica itinerante sui borghi abbandonati d’Italia, evento di preparazione al Convegno nazionale “Da borghi abbandonati a borghi ritrovati“.
La prestigiosa sede di Villa Bertelli ospita, nel “Giardino d’Inverno”, le fotografie dei “paesi fantasma” italiani.


L’inaugurazione è stabilita alle ore 18 di domenica 5 agosto.
L’esposizione resterà visitabile fino al 9 settembre, nei seguenti orari:

5 agosto (inaugurazione) 18.00
6-7-8 agosto 09.00-13.00 e 15.00-23.00
9 agosto 09.00-13.00 e 15.00-17.00
10 agosto 09.00-13.00 e 15.00-23.00
11-12 agosto 10.00-13.00
13-14-15-16 agosto 09.00-13.00 e 15.00-17.00
17 agosto 09.00-13.00 e 15.00-23.00
18-19 agosto 10.00-13.00
20 agosto 09.00-13.00 e 15.00-23.00
21 agosto 09.00-13.00 e 15.00-17.00
22-23-24 agosto 09.00-13.00 e 15.00-23.00
25-26 agosto 10.00-13.00 e 17.00-23.00
27-28-29-30-31 agosto 09.00-13.00 e 17.00-23.00
1-2 settembre 10.00-13.00 e 16.00-19.00
3-4-5-6-7 settembre 09.00-13.00 e 16.00-19.00
8-9 settembre 10.00-13.00 e 16.00-19.00

Locandina Mostra Forte dei Marmi_ridotta

Per qualche informazione in più sulla mostra si rimanda a quanto precedentemente pubblicato qui.

Ritagli di giornale

[N-VIA - 21]  NAZIONE/GIORNALE/VIA/20 ... 05/08/18

“Il viaggio nelle foto di Bertinotti. Mostra fotografica a Villa Bertelli”. La Nazione (Viareggio), domenica 5 agosto 2018: pag 21

Altri



Immagini dalla mostra

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Video

Video di G.M.

BORGHI ABBANDONATI: INQUIETUDINE E MERAVIGLIA
La mostra si apre con l’immagine di una persona dalla folta barba, il primo e ultimo uomo che vedremo ritratto.

Chi è? Un anacoreta, un saggio, un mistico, un pazzo, un sopravvissuto, un penitente, un eccentrico, oppure è Kronos Dio del tempo, o Caronte traghettatore, o un’allegoria vivente del principio d’entropia?

Dopo di lui, borghi abbandonati: l’inquietudine di una catastrofe, la meraviglia di un paradiso perduto. Il tempo è passato all’incasso, lasciando tracce, mute testimonianze.

Tra le foto di borghi abbandonati, emozioni individuali e riflessioni collettive: produzioni circolari a cui ispirarsi, modelli di vita, dimensioni dello spirito, esodi da comparare, nostalgia per luoghi mai visti, lo schiaffo di una realtà dura, la speranza di una rinascita, l’impossibilità del ritorno.

Con l’attenzione con cui si osservano sintomi per fare diagnosi, l’occhio di un medico fotografa con piglio scientifico la realtà dei borghi abbandonati: effetto collaterale di un’indagine che si fa conoscenza, la suggestione di un’estetica che si fa arte.

Testo di Gionata Simoni

 



Grazie al contributo fondamentale di