Rabdomanzia e poesia, un legame sotterraneo

IO SONO L’ACQUA
(di Carla Breschi)
Sgorga il mio vortice ovunque,
dal cielo, dal mare, dal suolo
incontenibile esondo
per ricordare all’uomo chi è
la più forte!
In me è nata la vita
e la vita riprendo
nei miei gorghi
entusiasmanti e terribili,
nel mio scorrere quieto
che inganna,
nei miei giochi di luce
che nascondono abissi.
Regalo al sole colori
di improbabili tramonti,
scolpisco il tempo
levigando le rocce;
niente può il fuoco
sul mio ciclo eterno
perché io sono in ogni cosa
ed al di là di tutto,
perché mio è il mondo
e la sua fine
___________________

L’arte di cercare
Acqua che scorre
Che cosa hanno in comune la rabdomanzia e la poesia? È un quesito intrigante, addentrarsi nel quale significa portare alla luce aspetti, considerazioni sorprendenti e affascinanti. Questi due ‘mestieri’ hanno un filo comune sommerso che sta proprio nella ricerca del non-visto attraverso le sensibilità e le energie che potenzialmente ogni essere umano, in quanto parte della natura, porta con sé, dentro di sé. Tuttavia tali capacità di ‘sentire’ sono oggigiorno considerate inconsuete o prodigiose, in ogni caso viste con sdegnosa diffidenza per non dire con sospetto.
In realtà, c’è anche chi afferma che l’abilità di percepire l’acqua sia incisa nelle nostre origini, perché la sua presenza è per l’uomo condizione indispensabile per sopravvivere.
Questo ci conduce ad una riflessione fondamentale che concerne il rapporto con la natura. Più l’uomo si è allontanato da essa, seppellendo anche i suoi sensi più affinati sotto uno strato di falsi bisogni e di confortevole opulenza, tanto più certe capacità primordiali si sono affievolite spesso fino a scomparire. L’evidenza di ciò è intorno a noi. Se ci fermiamo a riflettere, ecco che emergono verità inusitate: qual è stato il modo per determinare l’adeguatezza dei siti su cui costruire templi o chiese nell’antichità, senza le tecniche scientifiche moderne? Il metodo con cui un architetto dell’antichità agiva era senz’altro assai differente da quello di uno moderno. Allora si edificava non sopra la Cascata d'acquanatura ma in comunione con essa.
Fra i vari metodi per reperire i siti con determinate caratteristiche, un tempo era consuetudine interpellare individui che oggi vengono etichettati, non senza una vena di disdegno, ‘sensitivi’, persone che più di altre sono capaci di percepire le ‘energie sotterranee’.
La capacità di trovare l’acqua, la rabdomanzia, fu uno di quei talenti costantemente ammirati nei secoli, perché acqua, oltre a significare più genericamente vita, era un elemento fondamentale nei rituali sacri.
Ovunque sono state trovate tracce di questa particolare ricerca: nei graffiti delle caverne preistoriche, nei geroglifici dell’antico Egitto, in vari siti archeologici sparsi in tutto il mondo, come anche nella Bibbia e in molti testi antichi.
Arrivando al mondo moderno, tale pratica non è scientificamente riconosciuta, ma è anzi tacciata di ciarlataneria ed equiparata all’occultismo. Ciò nonostante, molti ricorrono ancor oggi all’opera di un rabdomante con risultati spesso positivi, là dove la moderna tecnologia non arriva o fallisce.
Anche noi ci siamo avvicinati al fenomeno, avendo avuto l’opportunità di conoscere persone, come quella del seguente filmato, dotate di questa dote.


— Intervista a Fernando Bargiacchi, rabdomante di Pistoia —

Con una certa frequenza la figura del rabdomante compare anche nella letteratura. Un esempio fra tanti è questa citazione dal testo Pianoterra di Erri De Luca che è anche il resoconto di un’esperienza personale:
Sul mio campo vennero i rabdomanti con il ramoscello fresco e scortecciato in mano per indicare il luogo adatto allo scavo del pozzo. Bevvero un bicchiere di vino, poi andarono a passi lenti e curvi. Indicarono con buona approssimazione la profondità della falda e la portata. Chi ha visto spuntare acqua dal fondo del suolo ha provato un’emozione come quella di mungere una nuvola. Il mondo, la natura, la sua crosta regalavano la loro vita fresca, pulita, piena”.
Nel passo è ben descritto dall’Autore il fascino quasi liturgico che l’assistere ad una rabdomanzia suscita.
CascataSiamo profondamente convinti che l’ars poetica abbia analogie strette con quella rabdomantica. Le ha perché cerca parole occulte, profonde, con l’intento di dichiarare sensazioni ed emozioni personali che, quando raccontate in versi, diventano capaci d’interagire con la sensibilità altrui. Tendono entrambe, rabdomanzia e poesia, a una comune ricerca di vene nascoste, entrambe indicano possesso di sensibilità fuori dal comune, entrambe richiedono pratica continua e disponibilità a oltrepassare i confini convenzionali che sono stati imposti per arrivare ad un sentire “altro” e “più grande”.
E in linea con quanto detto esistono esempi di convergenza e di compenetrazione fra poesia e rabdomanzia.
Ne è un esempio Margherita Guidacci, scrittrice, traduttrice e poetessa fiorentina, nonché rabdomante in giovane età. Nelle sue opere la Guidacci trasfonde questa ricerca di percorsi nascosti, seguendo profondità celate condotta dalla voce dell’acqua sorgiva, dirigendosi così verso il senso profondo delle cose. La scrittrice parla di questo dono come travaso compensativo nel suo Memorie di una rabdomante, affermando: “Come la poesia così la parola s’orienta verso vene sotterranee e le porta alla luce (..) la poesia è come l’acqua: esiste indipendentemente da me, io servo solo per portarla alla luce“.
Un’altra autrice, la russa Marina Ivanovna Cvetaeva, utilizza la metafora della rabdomanzia per indicare il suo essere come una vena nascosta che attende di essere scoperta affinché gli altri possano trarre, dal fondo della sua anima, quelle oscure sorgenti d’amore che altrimenti non sarebbero potute venire alla luce.
E ancora, la parola in sé possiede una comunanza inattesa con l’acqua. Ce lo fa notare l’autrice canadese Anne Carson, nel suo testo Antropologia dell’acqua. Partendo dagli appunti di un viaggio intensamente simbolico, il Cammino verso Santiago di Compostela, essa riflette sulla natura liquida del linguaggio, medita sulla sua assoluta similitudine con le proprietà fisiche dell’acqua: lo stagnare, lo scorrere, il disperdersi delle parole… e nel loro evolversi le riflessioni dell’Autrice si estendono a comprendere il dissolvimento dei legami, l’impossibilità di trattenere chi amiamo.
Continuando a disquisire su quest’onda, lo studio della fonetica ci svela che esistono consonanti continue definite ‘liquide’ sia nella lingua italiana che in altre lingue.
Concludiamo constatando, quasi stupefatti, che l’undicesima lettera dell’alfabeto greco, il grafema lambda che nella scrittura originale è λ, evoca irresistibilmente il ricordo visivo della verga rabdomantica… L’arte di cercare non ha limiti!

Pistoia, 20 Gennaio 2013

Testo di Caterina Brancatisano,
fotografie di Luca Bertinotti

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ERA D’ESTATE
(di Jacques Prevèrt)
Ero nudo tra le tue mani
sotto la gonna alzata
nuda come non mai.
Il mio giovane corpo
era tutto una festa
dalla punta dei miei piedi
ai capelli sulla testa.
Ero come una sorgente
che guidava la bacchetta
del rabdomante.
Noi facevamo il male
il male era fatto bene
__________________

Bibliografia di riferimento e d’ispirazione

  • Bachelard Gaston. Psicanalisi delle acque: purificazione, morte e rinascita. RED, 1992.
  • Barrett Willliam, Besterman Theodore. The Divining Rod: An Experimental and Psychological Investigation (1926). Kessinger, 2004.
  • Carson Anne. Antropologia dell’acqua. Riflessioni sulla natura liquida del linguaggio. Donzelli, 2010.
  • Castaneda Carlos. Il potere del silenzio. Rizzoli, 2000.
  • Castaneda Carlos. Il secondo anello del potere. Rizzoli, 1999.
  • Castaneda Carlos. L’arte di sognare. Guida all’espansione della mente. Rizzoli, 2012.
  • Cella Carla. Il codice della Radioestesia e Rabdomanzia. De Vecchi, 2008.
  • Cvetaeva Marina. Le notti fiorentine. Voland, 2011.
  • De Luca Erri. Pianoterra. Nottetempo, 2008.
  • Emoto Masaru. L’insegnamento dell’acqua. Il suo messaggio. Edizioni Mediterranee, 2005.
  • Guidacci Margherita. La voce dell’acqua. Quaderno di traduzioni. CRT, 2002.
  • Morrow Bradford. La Rabdomante. Elliot, 2011.
  • Rabatti Ilaria. Prose e interviste di Margherita Guidacci. CRT, 1999.
  • Reteuna Luca. Sorella Acqua. Come evitare sprechi e guerre. Effatà, 2012.
  • Rocard Yves. La scienza e i rabdomanti. Bacchette, pendoli, biomagnetismo nell’indagine di un grande fisico e matematico. Longanesi, 1990.
  • Spaggiari Piergiorgio, Tribbia Caterina. Le meraviglie dell’acqua, il mistero biofisico che ci dona la vita. Tecniche nuove, 2007.

Sitografia
www.sincroterapia.it
www.ilsentierodialchimilla.com
www.wikipedia.orq
www.petiteplaisnce.it
www.rabdomanzia.it
www.luoghimisteriosi.it
www.sergiocostanzo.it

Filmografia
Cattani Fabrizio. Il rabdomante. Film genere drammatico, 2007

Discografia
Cammariere Sergio. La forcella del rabdomante nell’album Carovane, 2009

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