Il Professor Mario Romagnoli

Medico validissimo e collega stimato, ma anche uomo dai molteplici interessi, valoroso patriota, marito e padre amorevole. Vogliamo rendergli omaggio oggi all’alba di una nuova era per le struttura sanitaria cittadina, cui lui ha dato tanto.
Si ringrazia la figlia, Signora Marcella Romagnoli, amorevole custode della memoria del padre, per le informazioni e le immagini forneteci.

Ospedale_6Mario Romagnoli, ‘figlio d’arte’ (il papà era primario ospedaliero di medicina interna), nacque a Lucca, il 4 Febbraio del 1897.
Il suo iter di studi fu assai peculiare. Dopo aver preso parte alla prima guerra mondiale, si laureò in Medicina e Chirurgia presso l’ateneo fiorentino. Qualche anno dopo, durante lo svolgimento del periodo di tirocinio da giovane medico nel Pronto Soccorso a Lucca, una notte gli capitò di dare assistenza ad un ricco magnate americano venuto in Italia anche per ubriacarsi (a quel tempo negli Stati Uniti c’era il proibizionismo). Per ringraziarlo, il ricco americano e sua moglie lo pregarono di andare con loro, assicurandogli uno stipendio e la visita di alcuni dei migliori ospedali americani. In seguito, si specializzò a Berlino (allora la medicina tedesca era una delle migliori e più all’avanguardia rispetto al resto dell’Europa), dove fu assistente volontario in ginecologia, urologia e radiologia (specializzazione che poi conseguì, insieme anche a ortopedia e oncologia). Successivamente si recò a Parigi, per apprendere i metodi di un famoso chirurgo dell’epoca.
Il primo incarico l’ebbe presso l’ospedale di Viareggio dove passò quattro anni, instituendo il consultorio per la maternità e l’infanzia e un istituto radiologico.
Nel 1927, dopo la prima guerra mondiale, il prof. Romagnoli vinse un concorso di primario radiologo e aiuto chirurgo a Pistoia, dove trovò una situazione ospedaliera assai arretrata. L’Ospedale del Ceppo contava poco più di 60 posti letto e la sede designata del futuro istituto radiologico ospedaliero erano le stanze del canile comunale di Piazza San Lorenzo.
Il primo studio in ospedale
Sarebbe stata la chirurgia la sua reale passione, tuttavia, forte della precedente esperienza di Viareggio, il prof. Romagnoli decise di prendere una strada diversa e fondò a Pistoia, divenendone il primo direttore, il reparto di Radiologia. Date le ridottissime disponibilità finanziarie dell’epoca, egli acquistò delle vecchie macchine per fare radiografie e con quei primi mezzi rudimentali iniziò l’attività della Radiologia pistoiese. Tali apparecchiature, in seguito sostituite da quelle nuove, vennero quindi portate a quello che oggi è l’ex ospedale Caselli di Quarrata, dove il professore si recava  un paio di volte al mese su richiesta delle suore che lo dirigevano, per fare le radiografie.
Pur potendo essere esonerato in qualità di medico, quando ricevette la chiamata alle armi nel 1939, in occasione della seconda guerra mondiale, il prof. Romagnoli non si rifiutò di partire, ma anzi ne fu fiero, convinto com’era di dover compiere il suo dovere per l’amata patria fino in fondo, come già aveva fatto da giovane durante il primo conflitto, dove si era arruolato da volontario all’età di 18 anni, guadagnandosi vari riconoscimenti al valor militare. Oltre a tali riconoscimenti in campo militare, il prof. Romagnoli grazie al suo costante impegno conseguirà l’alto riconoscimento della medaglia d’oro al valor civile ottenuta nel 1956.
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Fra le molteplici attività in campo radiologico del prof. Romagnoli ci fu quella, ormai desueta per ovvi motivi, della radioscopia su bambini destinati alle colonie, che permetteva d’identificare se il bambino aveva bisogno di andare in montagna piuttosto che al mare.
Ma c’è un campo della Radiologia dove il prof. Romagnoli è stato ingiustamente poco considerato a livello accademico. La prima descrizione della tecnica della mammografia è stata attribuita ad un radiologo americano, Stafford Warren, ma in realtà era già descritta dal prof. Romagnoli [Rivista di Radiologia e Fisica Medica, 1931, VI, 689-728].
La sua infaticabile dedizione al lavoro, tuttavia, finì per condurlo sulla strada da cui non si torna indietro. Purtroppo il danno da radiazioni si manifestò progressivamente e alla fine portò alla scomparsa del professore, il 18 Dicembre del 1960.

Pistoia, 2 Aprile 2013

Testo di Luca Bertinotti e Caterina Brancatisano
Fotografie archivio Fam. Romagnoli
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Il prof. Mario Romagnoli fu un uomo speciale, ricchissimo d’interessi. Al di là dell’ambito medico, fu anche buon attore e regista, vignettista sagace, appassionato di storia, di arte e di musica, dotato dell’orecchio assoluto. E fu poeta. Lo testimonia la briosa e al contempo sarcastica lirica qui sotto riportata.

STORIA IN VERSI DELL’OSPEDALE DI PISTOIA
di Mario Romagnoli

Vostra Eccellenza non se n’abbia a male
se in luogo di una lunga relazione
oso scrivere un po’ sull’ospedale
poche rimacce non belle né buone
spero che per un’umile poesia
non mi mandi a chiamar la polizia

Che vuol farci, Eccellenza, certe cose
sono talmente tristi e dolorose
che non merita certo di arrabbiarsi
né far querele inutili e stancarsi
è meglio forse riderci un po’ su
e sperare nel tempo ed in Gesù.

Perciò mi legga e se non le par bella
questa lunga poetica storiella,
che cominciata un giorno nel Duecento
finisce ad oltre il mezzo Novecento,
non la legga Eccellenza e lasci andare
e tiri, come dicesi, a campare.

Tempo già fu nell’epoca lontana
che un cert’Antimo e certa Bandinella
fecero un – ospedale sulla Brana,
non avendo da far cosa più bella,
compiendo, allora, con munificenza
un atto grande di beneficenza.

Io non so se quei due dall’al di là
vedono oggi quel che accade qua,
credo però che il giusto Padre eterno
l’abbia cacciati tutti e due all’inferno
insegnando così fino d’allora
che chi fa bene spesso va in malora.

Quello che avvenne da quel tempo in poi
almen per quanto oggi consta a noi
sono cose talmente dolorose

e porcherie talmente scandalose
che a dirle tutti i numerosi guai

credo che non si finirebbe mai.

Cominciaron coi debiti, la storia
che ormai tutti conoscono a memoria
narra che, appena nato, l’ospedale
cominciò quasi subito assai male
ed i debiti, tanto per cambiare,
li dovette il Comune ripagare

Poi seguirono vari commissari
i quali, degni della tradizione,
si papparono un sacco di denari
e fecer tante cose poco buone
che si pensò opportuno farne senza
“per difetto di modo e competenza”

Quello che sepper fare è consacrato
nella storia di un tempo ormai passato
e mi pare davvero un caso strano,
visto che non avevano più niente,
che non abbian venduto in quel frangente
le figurine del fregio Robbiano.

Beghe, liti, dissidi ed altri guai
ire, lotte, discordia tra fazioni
parevan non dovesser finir mai
e i cittadini, soliti minchioni,
ne videro davvero delle belle
e qualcheduno ci lasciò la pelle

Fin Lorenzo il Magnifico, Eccellenza,
per occuparsi di questo ospedale
se non aveva un poco di prudenza
correva il rischio di finire male
che un tale Baldinotti congiurato
per poco non l’avrebbe pugnalato.

Che fa il nesci Eccellenza, non sapeva?
o questa cose non le conosceva?
Eppure è cosa vecchia e ormai acquisita
che la storia è maestra della vita
e la storia è opportuno ricordare
a chi le corbellerie vuole evitare

Perfino un monacello assai prudente
di un certo monaster padre priore
finì rinchiuso in modo assai indecente
dentro il Cenobio di Maria Maggiore
e della storia stando sempre a detta
per omissa commissa et neglecta.

Questo ormai fino a dopo il Cinquecento,
né le parlo del sacco all’ospedale
come, purtroppo, non se n’abbia a male
si ripete nel nostro novecento.
Ma non parliamo più di questi guai
se no la storia non finisce mai

Nasce la Scuola Medica locale
e nasce proprio in questo ospedale.
Vengono le riforme di Leopoldo
ritorna nelle casse qualche soldo
le finanze non vanno troppo male
ed ancora risorge l’ospedale

Trascorso assai tranquillo l’Ottocento
si giunge ai primi del bel Novecento
quando avviene improvviso un putiferio
perchè il dottor Corradi, direttore
si permette chiamare “cazzimperio”
la reverenda Madre delle suore

Si fanno come al solito le inchieste
dirimpono violente le proteste
ma dato l’argomento passionale
la cosa in fondo non finisce male
e il vecchio direttore, serio serio,
nega il resto e mantien solo l’“imperio”.

Quello che avvenne nel tempo di poi
e fino al giorno che arrivammo noi
a parte qualche bega e qualche noia
è una storia che onora assai Pistoia
e nella scienza medica il Pacini
troneggia insieme al Tigri e a Civinini

Le cose vanno avanti come vanno
senza tribolazioni e senza affanno
finché non giunge quell’infausto dì
che insieme col Cantieri venni qui;
in verità non ero anche arrivato
che già ciuco mi avevan battezzato!

Oggi chiunque viene a far mercato
da Firenze, Scandicci oppur da Prato
si chiama «Il professore di Firenze»
gli si fa grandi onori e riverenze
ed il giornale tosto lo proclama
“illustre professor di chiara fama”.

Verrà, Eccellenza, il giorno del giudizio
e allor vedremo un po’ quel che avverrà
a qualche Commissario prefettizio
il dì che giungerà nell’al di là
la via del paradiso è molto stretta
e non è praticabile in Lambretta.

Povera gente piovuta fra noi
da qualche luogo del meridionale
pronti nel far, come vedrem poi,
il solito sgambetto al principale.
Se ritornasse alli paesi suoi,
creda, Eccellenza, non sarebbe male.

3 risposte a “Il Professor Mario Romagnoli”

  1. romano fedi ha detto:

    Grande professionalità e amore per la sua attività al servizio dei malati, grande appassionato di teatro amico di Sem Benelli lo conobbi nel dopo guerra quando con una compagni paesana venivamo senpre a esibirci in ospedale portando ai malati un momento di svago. Il mio è un ricordo di grande affetto verso questa persona che è rinasto come esempio e faro per il mio trascorrer del tempo

  2. toni de santoli ha detto:

    Conobbi il Professor Romagnoli quando ero bambino, a Firenze, intorno al 1955. Era molto amico di mia nonna Piera. La operò con grande successo al fegato a Pistoia, nel 1932. Una leggenda nella famiglia de Santoli!

  3. toni de santoli ha detto:

    Signor Bertinotti!
    La ringrazio per aver trasmesso alla signora Marcella Romagnoli “Nella corazza un cuore”. La signora Romagnoli mi ha telefonato ieri. Ci siamo fatti una gradevolissima chiacchierata.
    Sono stati così ristabiliti i contatti fra la famiglia Romagnoli e la famiglia de Santoli!

    I miei più cordiali saluti,

    TONI DE SANTOLI

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