Racconto semiserio sul Razionalismo pistoiese

Il Razionalismo a Pistoia. Racconto-ricordo semiserio di uno stile architettonico tanto affascinante quanto ‘scomodo’…

1. CASA DEL COMBATTENTE – Via Antonini

Costruita alla fine degli anni ’30 (inaugurata nel maggio 1939), la Casa del Combattente è un classico esempio di architettura razionalista. Possiede infatti tutti i crismi dell’architettura anni ’30 – ’40 con splendidi riferimenti interni al Deco (la scala elicoidale, l’illuminazione, i serramenti). Esteriormente è tornata ad essere integra, al di là delle scritte propagandistiche che si trovavano sopra il rilievo, dopo che negli anni ’50 – ’60 gli spazi a verde ai lati dell’ingresso principale furono cinti da una recinzione di cemento di cui è ancora visibile una parte sul confine di proprietà a sinistra di chi guarda. Sempre all’inizio degli anni ’50 (1952) risale la costruzione della pista di pattinaggio, la relativa tribunetta e una platea sopraelevata ad uso orchestra. Il tutto si trovava sul retro del fabbricato adesso sostituito da un parcheggio. I due pennoni anteriori sono dell’epoca della costruzione ma sono ormai privi delle bandiere. Pure dell’epoca dei lavori (anni ’50) è il pesante e invadente cancello sulla destra della costruzione che chiude Via Lippi (strada privata).

2. Ex CASA DEL MUTILATO – Piazza XXVII Aprile

Oggetto di un recentissimo restauro e trasformazione, si presenta ancora come all’epoca della costruzione (fine anni ’30). Privato delle insegne fasciste (tuttora visibili le stuccature dei perni sui marmi), il fabbricato razionalista mostra invece le scritte dell’epoca, i marmi e i serramenti originali. Intatta anche l’imponenza e la severità insita nelle sue linee costruttive. Per tanti pistoiesi ora 50 / 60enni rimane però il ricordo di quando ospitava il “Cinema Italia”, una piccola sala cinematografica di seconda visione, in cui si proiettavano spaghetti western, commedie sexy ed altre simili amenità!

3. CASERMA MARINI – Viale Italia

Costruita alla fine degli anni ’40, in sostituzione della Caserma Umberto I, completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Più che la caserma è cambiato il suo contorno, essendo ormai passati dai prati della prima periferia di città ai palazzi e alle palazzine cresciutegli tutto attorno. Orribili le inferriate delle finestre aggiunte anni dopo la costruzione, come orribili sono i dissuasori di parcheggio messi lì a fare brutta mostra di se stessi.

4. CINEMA LUX – Corso Fedi

Tutto il complesso di cui fa parte il Cinema Lux occupa lo spazio che fu della distrutta Caserma Umberto I che a sua volta aveva occupato verso la fine dell’Ottocento lo spazio che fu della Chiesa di S. Maria della Neve con relativo monastero completamente trasformati per ricevere la caserma… Per inciso la chiesa si trovava esattamente alla sinistra del cinema, nell’angolo con l’odierna Via Atto Vannucci. L’attuale complesso fu costruito alla fine degli anni ’40 e tale è rimasto sfruttando la caratteristica di essere di carattere razionalista e quindi sempre al passo coi tempi. Unico ‘disastro’ compiuto in tempi molto recenti è la sostituzione dell’elegante pensilina con un osceno bussolotto di metallo, brutto come il peccato, ma che forse “è in” per alcuni fruitori del locale… Notevoli anche gli infissi metallici che fanno il paio col bussolotto. Evviva!

5. CAMERA DI COMMERCIO – Corso Gramsci 

Il palazzo della C.C.I.A. detto anche sbrigativamente Camera di Commercio, fu costruito agli inizi degli anni ’30 in sostituzione del Palazzo Agati. Allora si chiamava Palazzo del Consiglio delle Corporazioni. Nei primi anni ’60 fu rimaneggiato e reso di un aspetto inquietante, intonaco non più riquadrato, tinto di giallo con profusione di anodizzati bruniti e ottonati e anche qui bussolotti a sfare…  Per fortuna che in giro c’è rimasto qualcuno che può decidere e riportare il tutto al punto di partenza o quasi. Il quasi si riferisce all’ingresso reso (giustamente) disponibile anche per i disabili o diversamente abili.

6. GALLERIA NAZIONALE

Come per il Cinema Lux anche la galleria Nazionale fa parte del complesso sorto dopo la seconda guerra mondiale al posto della Caserma Umberto I. Qui non ci sono parole! Bastano gli occhi a rilevare immediatamente il dramma di questa recente trasformazione. Se il restauratore voleva stupire con effetti speciali, beh, c’è riuscito in pieno.

7. LARGO BARRIERA E VIA XX SETTEMBRE

È tanta l’abitudine di chiamare Largo Barriera l’attuale Piazza Treviso. Qualche aiuola in più, qualche distributore di benzina in meno, ma in sostanza il palazzo qui riprodotto è sempre lo stesso fin dalla sua nascita alla fine degli anni ’40 – inizio anni ’50. Dialoga benissimo con i suoi coetanei di fronte, qui non visibili.

8. LARGO BARRIERA

Bellissimo scorcio di Piazza Treviso – Largo Barriera. Integra nelle sue forme razionaliste. Speriamo che tale rimanga nel tempo per il bene, architettonicamente parlando, della città. Da notare che l’unica differenza sostanziale fra le strutture di allora e quelle di oggi sta nella presenza dell’Hotel Milano (non visualizzabile da questa inquadratura), ancora assente al tempo della foto d’epoca.

9. PALAZZO DELLE POSTE E TELECOMUNICAZIONI

Qui il discorso si fa molto serio. Queste due immagini a confronto fanno capire quanto la supponenza umana non abbia limiti. In entrambe le foto, a sinistra il “palazzo dove n’un ci si vede!” come la saggezza popolare apostrofò questo falso d’epoca terrificante chiamato cassa di risparmio voluto bizzosamente dalle autorità bancarie dell’epoca a costo di distruggere un intero quartiere. A destra la storia più triste di tutta l’architettura moderna pistoiese. Così fu ridotta già negli anni ’40 una delle opere più rappresentative dell’Architetto Angiolo Mazzoni, una perla che ci avrebbero invidiato nei cinque continenti se non fosse stata furiosamente e selvaggiamente stravolta dall’impeto del “risanamento”.
Chi volesse conoscere la storia completa può richiedere informazioni all’indirizzo email dell’Associazione ‘9cento.

10. PALAZZI I.N.C.I.S. – Piazza del Carmine

La serie di tre palazzi costruiti nel 1929 per gli impiegati statali sono sempre rimasti al loro posto e non hanno subito modifiche sostanziali. Costruiti alla stregua di case popolari per statali sono oggi case di lusso a testimonianza di come siamo andati avanti…

11. LA STANDA – Via Vannucci

Nei primi anni ’50 fu costruito questo immobile ad uso commerciale la cui architettura ricalcava il concetto razionalista espresso nei due decenni precedenti. Intatto (finalmente!), con la sua pensilina originale, continua la sua funzione commerciale avendo cambiato soltanto l’azienda ospitata. Di fronte sta la Galleria Nazionale, che invece subirà un ben diverso destino…

Le fotografie allegate per ogni struttura descritta riportano, sulla sinistra, una scansione di cartolina d’epoca originale, sulla destra, l’immagine odierna con analoga inquadratura.

Pistoia, 1 Settembre 2012

Testo di MB, novecentista,
fotografie attuali di Luca Bertinotti

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