Una storica deviazione. La Via Francesca

La Via Francigena che passa per Pistoia

Via Francigena_1Poco prima della metà del XII secolo Pistoia costituì, per una serie di fortunate circostanze, l’unico centro di culto jacopeo riconosciuto in Italia e quindi fu meta incessante di un notevole flusso di pellegrini che, attraverso la Via Francigena, percorrevano “l’iter compostellanum” nella direzione verso Roma ma anche quella verso Santiago di Compostella in Spagna.
Ma ecco cosa avvenne: nel 1134 Atto, abate di Vallombrosa, divenne vescovo di Pistoia. Uomo di fede e di carattere, si trovò ad affrontare un delicato momento nella storia della città, all’alba della nascita della sua autonomia comunale, autonomia che fu caratterizzata da una forte “differenza di vedute” fra il vescovado e la nascente forma di autogoverno e che degenerò nella scomunica dei consoli pistoiesi.
Atto, spinto da una profonda motivazione religiosa, grazie ai buoni rapporti con l’arcivescovo di Compostella, Diego Gelmirez e della presenza di un certo Canonico Ranieri, ecclesiastico pistoiese educato alla scuola di Atto e divenuto membro della chiesa galizia, riuscì ad ottenere dall’arcivescovo una reliquia del santo.
Vennero inviati due pistoiesi in pellegrinaggio a Santiago ed essi ritornarono con un frammento della scatola cranica incidentalmente fornita di un ciuffo di capelli di San Jacopo ed immediatamente questi fu nominato santo patrono della città.
Grazie a questa vicenda, l’autorità del Vescovado ritrovò vigore, arrivarono finanziamenti per la chiesa e per il Comune e si sanò il forte contrasto fra le due autorità.
Molto importante fu l’intervento del Papa Eugenio III che, nel dicembre del 1145, emanò due brevi per assecondare l’iniziato culto iacopeo e per tutelare coloro che avessero voluto partecipare al culto devozionale.
ConchigliaCon il primo documento il Pontefice prendeva atto della crescente devozione per il santo a Pistoia e del conseguente flusso di pellegrini che attirava e ingiungeva ai vescovi di curare e dare assistenza e protezione ai pellegrini, colpendo con la scomunica coloro che avessero mancato ai propri doveri. Questa lettera riconosceva alla Cappella pistoiese il carattere di vero e proprio santuario, conferendo alle persone che la visitassero, lo status giuridico accordato ai pellegrini, ai quali venivano riconosciuti i privilegi posti a protezione delle cose sacre.
Ancor più importante fu la seconda lettera, con la quale veniva concessa ai visitatori della Cappella Pistoiese l’indulgenza plenaria di sette giorni per ogni visita e questo è un fatto unico ed eccezionale per l’epoca. L’indulgenza valeva come riduzione visibile della penitenza imposta ai peccatori per ottenere l’assoluzione dalle colpe e quindi rendeva la tappa pistoiese molto appetibile, anche perché, secondo cronache dell’epoca, ci furono guarigioni miracolose ed eventi prestigiosi che scatenarono l’entusiasmo del superstizioso popolo medioevale.
Questi fatti eccezionali, di grande portata religiosa, culturale ed economica portarono alla nascita di questa deviazione della Via Francigena che, innestandosi sulla Via Francesca di Sambuca, sulla montagna pistoiese, ricalcava il percorso seguito dai crociati provenienti dall’Emilia e diretti a Pisa per imbarcarsi e quelli provenienti da Roma, che, dopo aver atteraversato l’Arno vicino a Fucecchio, si portavano verso Pistoia per poi proseguire alla volta di Santiago e il già famoso culto di quest’ultimo si incrementò notevolmente.
La reliquia fu riconosciuta autentica nel 1885 a seguito di un apposito procedimento canonico ma già al suo arrivo in città costituì un potente mezzo di richiamo di pellegrini, i quali accorsero qui in numero tale da incidere notevolmente sull’economia della città ed anche sulla sua fisionomia.

Bubbiana

Bubbiana, paese abbandonato sul tragitto della Via Francesca nei pressi di Sambuca P.se

Nel tempo la città ha sviluppato tutta una serie di caratteristiche legate al culto del santo e che permangono ancor oggi: istituzioni, manifestazioni, luoghi di attrazione religiosa, dotazioni artistiche, folcloristiche e di vita comune.
Le manifestazioni del luglio pistoiese devono in gran parte la loro origine proprio dagli eventi sopra raccontati i più importanti sono: giostra dell’orso, vestizione del santo, sfilate in costume.

La riapertura del diverticolo della via Francigena conosciuto come Via Francesca della Sambuca

Molteplici iniziative si sono sorte nell’intento di riscoprire e rivalutare le vie pellegrinali, soprattutto a seguito del riconoscimento da parte del Consiglio d’Europa dell’itinerario storico e le sue principali varianti come grande itinerario culturale europeo.
Il 5 luglio 2009 è stata inaugurata la riapertura del diverticolo della Via Francigena nel tratto che collega Pistoia a Porretta, conosciuto come Via Francesca di Sambuca, e il collegamento con il tracciato principale della Via Francigena e con tutta la rete che da esso diramava.
Via Francigena_2Questo primo segmento di percorso riportato alla luce va da Collina a Ponte della Venturina. L’intero tratto, lungo 18 km con un dislivello totale di 750 m, collega fra loro i principali paesi della vallata: Pavana, Sambuca, San Pellegrino, Spedaletto.
Per l’occasione è stata organizzata una visita didattica che partiva da Ponte della Venturina toccando il Mulino di Chicon, la Chiesa di Pavana, la Capanna, Castello di Sambuca, Bellavalle, San Pellegrino-mulino Cecchini, San Pellegrino-Chiesa, Stabiazzoni, Spedaletto, arrivando infine al Passo della Collina.
Un percorso affascinante, totalmente immerso nella natura, passando attraverso antichi borghi che sono piccoli gioielli, architetture semplici ma di grande bellezza. Vi sono poi mulini, chiese e ponti che sono unici e raccontano ognuno una storia che invita a ripercorrere quelle che furono le antiche vie dei pellegrini con spirito di conoscenza ed avventura.
Il progetto prevede inoltre il ripristino del tratto che collegava Collina a Pistoia, che richiederà ancora alcuni anni di studio (è in corso una vivace discussione fra gli studiosi sull’esatta identificazione di questo tratto), ma una volta realizzato esso sarà disponibile per i moderni pellegrini che ne potranno scoprire la spiritualità, per gli escursionisti che avranno la possibilità di sperimentare un’agevole passeggiata e per i turisti che potranno scoprire interessanti luoghi risalenti al Medioevo, per tutti in generale una nuova opportunità di svago e una grande occasione di conoscenza del nostro magnifico territorio.

Qui sotto una mappa del percorso della Via Francesca della Sambuca nel tratto che va da Pavana a Castello di Sambuca (cliccarci sopra per ingrandirla):
Percorso Via Francesca della Sambuca

Pistoia, 15 Luglio 2013

Estratto dal saggio “La via del ritorno” di Caterina Brancatisano,
fotografie di Luca Bertinotti
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