Cuori sospesi in un sorriso

Storia di una sconosciuta

La bellezza può salvare la vita? Se ascoltate questa storia vera di una sconosciuta ormai resa immortale, forse sarete d’accordo con me.
In un tempo in cui non si è più abituati a provare gioia e serenità, dove tutto sempre essere precario e inutile ecco che le parole possono aiutarci, le parole, capaci di rendere eterno un nome e una storia.
Ogni giorno ci sono cuori che rimangono sospesi fra un battito e l’altro, sono cuori che si fermano all’improvviso e che solo un intervento tempestivo può far ripartire.
Le pratiche di rianimazione cardiopolmonare si stanno diffondendo capillarmente, in modo che chiunque si trovi in questa situazione estrema sappia come intervenire.
Chi ha partecipato ad uno dei corsi in cui vengono insegnate tali tecniche, avrà probabilmente notato che sul manichino a disposizione c’è scritto “Resusciti Anna” o qualcosa di analogo in altra lingua (“Rescue Anne”, “Resusci Annie” o “CPR Annie”).

Calco mortuario (fonte Wikipedia)

Questo non è un gioco di parole, bensì una frase legata ad una piccola, grande storia che val la pena di essere raccontata: la storia di Anna, la sconosciuta della Senna, forse suicida per amore, che “resuscita” ogni volta che qualcuno simula con successo le pratiche di rianimazione cardiopolmonare.
Anna è il nome fittizio che è stato dato ad una ragazza che, fra il 1890 e il 1895, fu trovata morta sulle rive della Senna a Parigi. L’evento di per sé non sarebbe stato così sconvolgente data l’epoca storica. la cosa particolare è che a  questa ragazza, che non fu certo molto fortunata nella sua vita terrena, fu data l’opportunità di divenire… immortale!
Coloro che raccolsero il corpo rimasero impressionati dalla bellezza del suo volto e soprattutto dal suo sorriso che ricordava molto da vicino quello della Monna Lisa.
Anna fu esposta in una bara, contornata da pezzi di ghiaccio, in un obitorio vicino a Notre Dame, perché qualcuno venisse a riconoscerla ma in poco tempo si diffuse la notizia della sua straordinaria bellezza. Anna divenne così molto famosa, tanto che numerose persone si accalcavano giornalmente davanti al suo corpo per poterla osservare.

Purtroppo nessuno venne per attribuirle un nome, nessuno la riconobbe e le fattezze aggraziate della povera Anna sarebbero inevitabilmente svanite per sempre, se qualcuno non avesse avuto l’idea di fare un calco del suo viso. Fu così che – difficile a credersi oggi – si diffuse la particolare usanza di avere in casa una riproduzione  della maschera mortuaria della sconosciuta.
Il suo sorriso viaggiò per la Francia e la Germania in svariate copie e molti artisti  (coevi e successivi, fino ai nostri giorni), trassero da questa storia, spunti per le loro produzioni.
Fra essi si annoverano Rainer Maria Rilke, Vladimir Nabokov, Albert Camus, Louis Aragon, Louis-Ferdinand Cèline, il contemporaneo Chuck Palahniuk, ed esiste anche una versione cinematografica della storia datata 1936.
Col tempo però Anna tornò pian, piano nell’anonimato finché, nel 1958 il medico austriaco Peter Safar, emigrato a Baltimora, pubblicò un’innovativa tecnica di soccorso per vittime di arresto cardiaco (praticata ancor oggi), rivolgendosi ad un produttore norvegese di bambole in vinile, Asmund Laerdal, perc fabbricare i manichini necessari per l’apprendimento pratico delle sue teorie.

Asmund Laerdal con il “Resusci Anne” (fonte Wikipedia)

Al produttore balenò l’idea di utilizzare il volto della sconosciuta della Senna e così, da allora, Anna, resuscita ogni volta che queste manovre sono provate con successo, per Senna_resizedrendere gli operatori abili e pronti a salvare una vita.
Molti dei ‘cuori sospesi’ di ogni giorno riprendono così la loro corsa accompagnati dal sorriso di Anna e così è come se anche lei ritornasse in vita, lei che sola sa perché e come sia caduta nella Senna ma che forse adesso sa anche che la traccia del suo passaggio non è scomparsa fra le mille altre tracce che hanno solcato il tempo.
La storia della piccola Anna, dal sorriso immortale, ci suggerisce che non si debba compiere necessariamente gesta eroiche e leggendarie o essere figli di re per essere famosi: ognuno di noi, essere unico e irripetibile, è un eroe nel suo mondo, anche solo per il miracolo di essere nato.

Pistoia, 11 Luglio 2013

Testo di Caterina Brancatisano
________________________

(..) Hatant de cette vie le dènouement,
N’aimant rien sur terre,
Toujours je regarde le masque blanc
Don ton visage sans vie.

 Dans les cordes se mourant à l’infini
J’entends la voix de ta beauté.
Dans les foules blémes des jeunes noyée
Tu es plus bleéme et ensorcelante que toutes. (…)

 « L’inconnue de la Seine »  Vladimir Nabokov

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...