PUBBLICAZIONI

Di seguito, accompagnate da una breve scheda di presentazione, si segnalano le pubblicazioni editoriali, promosse e realizzate dall’Associazione ‘9cento.

Per informazioni ulteriori scrivere ad associazione9cento@gmail.com


Le croci del Mistero. Origine, sviluppo e declino delle croci della Passione
di Luca Bertinotti (Gli Ori Editore, Pistoia, Aprile 2015)
Copertina: flessibile. Dimensioni: 17×24 cm. Pagine: 208. Lingua: Italiano. Data di pubblicazione: aprile 2015. ISBN: 9788873365655.

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Il testo tratta, per la prima volta, delle ‘croci della Passione’ viarie, una forma di religiosità popolare caratteristica, anche se non esclusiva, della Toscana e ancora oggi abbastanza diffusa. Tali croci, prodotte in legno, in metallo e, più raramente, in pietra, attraverso l’esposizione sulle loro assi di specifici simboli, assolvevano allo scopo di celebrare la Passione di Cristo per rievocarne il ricordo nella mente dei passanti, esortandoli alla preghiera per la redenzione dei peccati commessi. Inoltre, le croci della Passione erano anche una delle mete delle rogazioni (forme di preghiera itinerante, svolte dalla comunità per propiziare il buon esito del lavoro dei campi), guidate dal parroco del paese e ampiamente partecipate da tutta la popolazione contadina. Corredato da un ampio numero di fotografie, il testo ricostruisce il percorso dello sviluppo di questa particolare tipologia di devozione, tipica delle zone rurali, attraverso un’indagine che tocca vari ambiti di ricerca (storica, folkloristica, geografica, religiosa, letteraria, urbanistica, sociologica).


Pistoia tra il 1915 e il 1918. La città e la sua gente durante la grande guerra
di Paolo Nesti (Associazione ‘9cento, Pistoia, Settembre 2017)
Copertina: flessibile. Dimensioni: 16×24 cm. Pagine: 278. Lingua: Italiano. Data di pubblicazione: settembre 2017. ISBN: –––.

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Per vari anni Paolo Nesti ha compiuto ricerche sulla storia pistoiese relativa al periodo della Grande Guerra. L’Autore ha setacciato gli archivi locali, scandagliando, una dopo l’altra, centinaia di carte, a caccia di corrispondenze ufficiali e ufficiose, di provvedimenti, di immagini e di qualsiasi altra traccia inerente la vita cittadina tra il 1915 e il 1918. Quella che si è ottenuta è una significativa ricostruzione di ciò che accadeva a Pistoia, di come i cittadini abbiano vissuto quel periodo difficile e di quanto la città abbia saputo contribuire allo sforzo bellico in atto, risultandone un quadro estremamente interessante e in larga parte inedito. Protagonisti del libro sono i pistoiesi dei quali lo scritto ricorda i sacrifici, gli sforzi, le capacità, l’arte, la creatività, le soluzioni e gli artifici messi in opera per superare quei momenti storici tanto terribili. Inoltre, su tutto questo spicca e rifulge la solidarietà della città intera che, durante il periodo della guerra, accolse i profughi e gli sfollati dalle terre invase o da quelle poste a ridosso del fronte. La maggior parte di coloro che fuggivano dalla guerra giunse a Pistoia dopo Caporetto, nel 1917, ma, già a partire dal 1915, Pistoia aveva iniziato ad ospitare gente proveniente dalle regioni nord orientali. Molte famiglie, soprattutto trevigiane e bellunesi, decisero di fermarsi per sempre nella nostra città. I discendenti di quei nuclei familiari, in particolare, in alcuni contenuti del libro avvertiranno distintamente un inconfondibile ‘odore’ di famiglia.

Breve resoconto video dell’evento di presentazione.


Miss Merrick, L’Americana che visse a Papiano
di Stefania Corsini (Pezzini Editore, Viareggio, Novembre 2017)
Copertina: flessibile. Dimensioni: 15×21 cm. Pagine: 112. Lingua: Italiano. Data di pubblicazione: settembre 2017. ISBN: 9788868471347.

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Laura Towne Merrick (1842 – 1926) è l’ultima dei sette figli di Samuel Vaughan Merrick e Sara Thomas. Suo padre (Samuel Vaughan Merrick 1801-1870), è stato uno dei più importanti personaggi de gruppo dei cosiddetti American yankees, della seconda metà dell’800 quando le nuove invenzioni della tecnica favorirono la grande crescita dell’industria. Aveva studiato ingegneria ed appassionato di disegno tecnico, fondò la prima società, Merrick and Agnew, divenendo famoso come costruttore di macchine antincendio. Samuel Merrick è ricordato anche per essere stato presidente della Philadelphia Gas Works di cui era stato capo ingegnere nel 1834, e per essere stato il fondatore del Franklin Institute della Pennsylvania nel 1824 e primo presidente della Pennsylvania Central Railroad. Durante la guerra civile del 1861, costruì la maggior parte delle navi per la marina Americana.
La sua ultima figlia, Laura Towne, appassionata dell’Italia, trascorse gran parte della sua vita tra Firenze e Papiano, un piccolo borgo sul Montalbano, nel comune di Lamporecchio, in provincia di Pistoia. Qui, acquistò una villa circondata da vigneti ed oliveti, dove costruì il suo piccolo regno. Con l’aiuto di Emilio Torrigiani, originario di Lamporecchio, trasformò la villa apportandovi modifiche architettoniche e l’arredò secondo il gusto americano, con pesanti mobili di quercia intagliati con volute di fiori, animali e figure umane. Alle pareti furono appesi i quadri che aveva portato con sé da Filadelfia, quando nel 1881, decide di trasferirsi in Italia e nelle vetrine furono collocate le deliziose porcellane e i vetri facenti parte delle sue importanti collezioni. Benefattrice di poveri, fece donazioni ad istituti di carità e fondò la Scuola di Ricamo di Lamporecchio, dotandola di un vero e proprio regolamento e dando così un’impronta manageriale ad un’attività che fino ad allora era stata esercitata dalle ragazze che ricamavano quasi esclusivamente per il loro corredo. Finanziò inoltre la Società filarmonica del paese che ancora la ricorda nei concerti.
Il libro “Miss Merrick, l’Americana che visse a Papiano” ripercorre la storia di Laura Towne, fin dal suo primo viaggio in Europa avvenuto nel 1869/1870, attraverso le lettere che i genitori hanno inviato alla figlia in quel periodo. Decisiva per la ricerca è stata la lettura del libro “Their lives and mine” di Mary Williams Brinton, nipote di Laura, che ha aperto la strada al ritrovamento di altri documenti nelle biblioteche americane. La passione di Laura per l’Italia e per l’arte antica è documentata dalla corrispondenza con lo scultore Augustus Saint-Gaudens e la sua partecipazione all’International Exibition di Filadelfia del 1876, attestata dalla relazione del Comitato organizzatore. Infine, è stato rintracciato anche il suo testamento ed il luogo della sepoltura, fino ad adesso sconosciuti.
La villa di Papiano è rimasta immutata nel tempo e racchiude ancora i mobili, i tappeti, i quadri e gli effetti personali di Laura Towne. Gli armadi contengono ancora i suoi vestiti, i ricami e i drappeggi ornano le finestre. Grazie all’impegno ed alla passione della famiglia Venturini, attuali proprietari della villa, la figura di Laura è mantenuta viva nei ricordi del paese di Lamporecchio.


Cento anni in fonderia, opere in tutto il mondo. Fusioni d’arte a Pistoia nel XX secolo
di Fidalma Menichini ed Aldo Bucci (Edizioni Medicea Firenze, Prato, Dicembre 2017)
Copertina: flessibile. Dimensioni: 21×29.5 cm. Pagine: 156. Lingua: Italiano. Data di pubblicazione: dicembre 2017. ISBN: 9788898015467.

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Leggendo questo volume, non vi aspettate né un trattato di storia dell’arte né un romanzo. Questo libro è stato scritto piuttosto con l’intenzione di farne una dedica affezionata a Mauro Bucci, maestro formatore in varie fonderie d’arte non solo di Pistoia. Tutto ciò emerge costantemente leggendo il testo. Mauro trovò la strada per la felicità nella sua vita grazie alla passione e all’impegno quotidiano che profuse, senza risparmiarsi mai, nello svolgimento del suo lavoro.
Il suo impiego era quello di adoperarsi nella realizzazione delle opere d’arte che, ideate dall’ispirazione e dal genio di un artista, per arrivare a noi, dovevano essere realizzate concretamente dalle mani di operatori esperti come le sue e come quelle di molti altri come lui, tramite l’antico procedimento della fusione a “cera persa”, tecnica risalente all’Età del Bronzo.
Il libro parla, dunque, di persone e di rapporti umani, di coinvolgimento dell’anima oltre che di abilità artistiche e manuali, e, al tempo stesso, vuole rendere omaggio a chi, rimanendo nell’ombra, ma sempre al fianco degli artisti, li assisteva e ne coadiuvava il successo. Con questo lavoro editoriale ognuno di noi potrà così conoscere, vedere, quasi persino toccare il procedimento di realizzazione delle opere d’arte in fonderia, opere oggi accolte in varie parti del mondo, per goderne così più compiutamente la bellezza.


C’era una volta il ramaio. Un’arte scomparsa nelle memorie dei Porciani, ultima famiglia di ramai della Sala di Pistoia
di Paolo Nesti (Associazione ‘9cento, Pistoia, Marzo 2018)
Copertina: flessibile. Dimensioni: 20.6×14.5 cm. Pagine: 112. Lingua: Italiano. Data di pubblicazione: marzo 2018. ISBN: 9788894325607.

C'era una volta il ramaio

Gli artigiani possono ben definirsi una specie in via di estinzione e come tale da proteggere e sostenere poiché, scomparsi essi, si estinguerebbero anche alcune delle nostre radici e il senso del nostro passato: perderemmo per sempre, infatti, la loro creatività, caratteristica umana in cui ragione e fantasia si fondono attraverso le capacità manuali, cioè ciò che di più semplice ed universale la natura ci ha concesso.
L’artigianato è un’attività lavorativa in cui gli oggetti utili e decorativi sono fatti a mano, per mezzo soltanto di semplici attrezzi o, talora, con meccanismi rudimentali, costruiti dallo stesso artigiano, per le sue esclusive necessità.
Contrariamente, tutto quanto viene prodotto tramite fabbricazione in serie o da macchine che sostituiscono in tutto o in buona parte l’intervento dell’uomo non appartengono più all’universo magico dell’artigianato.
Solitamente ciò che distingue il termine artigianato da quello di arte-scienza è un aspetto dell’intenzione: l’artigianato crea oggetti d’uso, che hanno cioè uno scopo pratico oltre la semplice decorazione.